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Amsterdam Light Festival 2018

OFF? is an installation composed of a home-structure in glass and aluminium, in which a 100 cm x 100 cm x 1.4 cm lightbox conceived for Amsterdam Light Festival has been set up. The habitat is the container for the artistic experience. The glass structure allows the people inside to be observed. The environment is equipped with motion sensors and a time connected to the lighting and to the lightbox. As the visitors enter one at a time, the habitat, in just a few, timed seconds, switches from on to of, creating the discomfort of darkness, after which the lightbox with the writing OFF? switches on.

1st Class Artery

1st CLASS ARTERY è probabilmente la galleria d’arte itinerante più piccola del mondo, nasce da un’idea dell’artista Mya Lurgo e si sviluppa per conto di NELLIMYA ARTHOUSE. Il contenitore è di fatto un baule da viaggio di inizio ‘900 appartenuto a un capitano di sommergibili residente in Liguria (Italia). Il recente restauro l’ha reso ideale per progetti espositivi site-specific itineranti a “misura di baule”: aperto cm 105x31x105,5 e chiuso 62×52,5×105,5.
Naturalia, Mirabilia e Artificialia, ovvero rarità, preziosità e bizzarrie della natura, o artefatte dall’uomo, componevano le ricche collezioni di eruditi, scienziati e principi che a partire dal ‘500, in Italia ed in area germanica, iniziarono a raccogliere pezzi di varia origine e provenienza, da collocare in vere e proprie stanze delle meraviglie. Le Wunderkammer, appunto, raccolte enciclopediche che mettevano insieme scienze, natura e arte.

Out of the Blue (2° edizione)

Out of the Blue è un’espressione inglese usata comunemente per esprimere un fatto inaspettato, un qualcosa che da un secondo all’altro si è verificato senza preavviso. Nel caso di questo libro, che prende in prestito il modo di dire menzionato per comporre il suo titolo, il senso è da intendersi doppio; al fianco della definizione classica l’autrice ne assume un’altra, traducendo il detto in modo letterale: fuori dal blu.
L’artista Mya Lurgo, scrive questo libro per raccontare la sua vicenda umana e artistica vissuta nei vent’anni dedicati alla pratica dell’acentrismo. Acentrismo: dal sogno dell’ego alla divina realtà. Manifesto d’arte e spiritualità senza circonferenze è, infatti, il titolo del libro edito nel 2007 da Bellati Editore, la prima pubblicazione di Mya Lurgo sui temi base scatenanti la sua arte.

Suicidio ed eutanasia

Per il progetto #imagoRevolution ho elaborato digitalmente una serie d’immagini sul tema del suicidio, fino a ottenere un sincretismo nell’opera XIII Canto II Girone VII Circulo suiciDIO. Sapevate che Wikipedia archivia le morti per suicidio secondo categoria? Io, no!
Poiché l’argomento mi sta molto a cuore, vorrei che se ne parlasse di più, ma soprattutto che arrivasse l’informazione non soltanto “cristiana” del peccato imperdonabile bensì quella esoterica, molto simile al dolore dell’arto fantasma, per intenderci…

Risorto e sconfinato

La ricerca sul tema borderline, sviluppata sotto l’egida del motto “mOrto e risOrto dall’Orto dell’abOrto” per la serie Out of the Blue_BLOOMING, sta sfociando in una successione di opere non previste così a vasto raggio, ma certamente benvenute. L’occhio di coscienza è vigile a tutti i segnali e la scrittura anagogica sui volumi The Golden Book prosegue a pieno ritmo, portando insegnamento e luce sugli aspetti più sottili, come il lato oscuro.

#LetterToClaraMaffei

L’opera di Mya Lurgo #LetterToClaraMaffei | 20.10.1876 vuole essere un omaggio a Giuseppe Verdi, ma anche uno sguardo tra ciò che ha perso di consuetudine: la corrispondenza. La comunicazione etica, estetica e filosofica. Lo scambio diretto e sincero tra artista e fruitore, in assenza di mediatori e interpreti del pensiero d’artista. La scelta di rendere l’opera una lettera accessibile e leggibile in trasparenza, non è voyeurismo, ma volontà di estendere questa possibilità di relazione a tutti, tutti quelli che amano l’arte e che ne vorrebbero essere toccati e sollevati.
Non più quindi un dialogo d’élite, confidenziale tra “l’artista e contessa”, come in questo caso, bensì un raccontarsi libero, perché l’opera – la cosa data in pasto al pubblico – non è disgiunta dall’essere artista e dall’esserlo in quel modo specifico ed espresso tra le righe, nero su bianco.

TAPPO

Il T.A.P.P.O | Trattenere Amore Promuove Potenzialità Ovunque è un’opera–talismano, dal greco telesmena “cosa consacrata”, ideata con l’intento di rendere concettualmente accessibile il sigillo atto a riconoscere e radicare i presupposti essenziali alla sopravvivenza, nonché alla vita piena. Indossarlo, toccarlo con mano e sentirlo presente esorta alla conoscenza del sé reale – la nostra natura – quello messo da parte per essere (r)accolti, amati, accuditi.

Acca Atelier 2016

Acca Atelier è l’evento annuale dell’associazione ACCA dedicato agli artisti e ai loro atelier; mostra collettiva, convegno, studi aperti da visitare in tutto il centro della città e, come ospiti, artisti internazionali da conoscere. Nel 2013 i fondatori dell’associazione ACCA sono stati ospitati dall’Association Chateau de Servière di Marsiglia per partecipare alla 15a edizione di Ouverture d’Ateliers d’Artiste, un’iniziativa che ha coinvolto più di 50 studi e 300 artisti francesi, italiani e portoghesi invitati ad esporre le proprie opere negli ateliers locali. Da questa coinvolgente esperienza marsigliese è sorto il desiderio di avviare anche a Torino un progetto di rete e di scambio culturali in una dimensione europea.

Paura autocensura

La violenza ha molteplici forme, spesso inimmaginabili perché il solo pensarci atterrisce. L’autocensura è la paura di esprimere se stessi per non scatenare nuova violenza fisica, verbale o psicologica. È un modus vivendi, una maschera di gomma, compiacente e sorridente, che s’impara per proteggersi, per non essere giudicati, allontanati o feriti. La mancata comunicazione di sé è un viversi a metà, esternando solo ciò che gli altri accettano.

Morto e risorto

Questa serie di lavori, tuttora in elaborazione, è dedicata ai figli non abortiti, quelli la cui nascita è stata però oggetto di discussione, dubbio, ripensamenti e paure. Anime giunte in anticipo e inattese. Vite in SOSpeso confinate in un ambiente intrauterino stressante, minaccioso e poco nutriente. Anime “borderline” – di confine – (quasi) vittime del diritto all’emancipazione femminile che pur riuscendo a venire al mondo, covano in sé nel proprio divenire, coordinate esistenziali disagiate, sviluppando un modus vivendi extra-ordinario, il Disturbo Borderline di Personalità.

HABIT–Razione

Comunicazione significa letteralmente “mettere in comune”, non tanto beni materiali quanto messaggi che esprimono intenzioni, sensazioni, pensieri, sentimenti o informazioni. Il ciclo della comunicazione “emittente-ricevente-viceversa” è un relazionarsi delicato da non sottovalutare, anzi occorre ascoltare e ascoltarsi con iperlucida osservazione per acquisire l’arte di conoscere se stessi, ma soprattutto è doveroso destreggiarsi cautamente nei fiumi di parole, dosando le impennate della reattività e il blatero.

Orto dell’aborto I

L’amo con passione la vita, mi spiego? Sono convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere: il regalo dei regali. Anche se si tratta d’un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso. (Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato)

Portfolio di Arte Sacra

“Chi può dire dove finisce l’aria e comincia il Cielo?” L’arte è sacra quando può farsi veicolo dell’Immateriale e quando può religàre – tenere insieme – senza ismi accentratori i plurimi linguaggi delle religioni, delle filosofie, dei misticismi e delle scienze.

Come cerchi nell'acqua

L’opera (progetto in concorso per Amsterdam Light Art Festival, 2015) offre a colpo d’occhio la correlazione tra gli eventi, unificando la dinamica d’intento, causa ed effetto quotidianamente frammentata, differita e fraintesa a discapito della reciproca comprensione. Una visione d’insieme da meditare quale fondamento di convivialità. Il fruitore dell’opera è parte integrante del progetto. Idealmente è colui che ha la scelta di lanciare il sasso, (simbolo del libero arbitrio dei propri intenti) l’onere di percorrere la deriva delle circostanze innescate, (effetto) nonché la probabilità di essere sasso stesso (parte in causa). L’Enlightening Area, prestandosi a essere spazio urbano di riflessione e riservato relax, invita il passante ad “abitare il proprio tempo” appartandosi dal frastuono quotidiano, grazie al circuito protettivo dei cerchi: un’occasione per raccogliere le energie e i pensieri necessari all’armonia con se stessi.

A chi giova?

L’opera d’arte piace o non piace. Ha valore o non è stimata, ma… quando fa bene e quando fa male al fruitore? Tempo fa feci un test con la Dr.ssa Puntaroli con l’ausilio della tecnologia GDV – Gas Descharge Visualization, uno strumento di bioelettrografia ideato dal fisico russo Kostantin Korotkov nel 1995, basato sull’effetto della macchina Kirlian, che permette di misurare il campo energetico nella sua componente fisica-psicologica-emotiva-spirituale. Chiesi alla dottoressa di testare il campo aurico delle persone PRIMA E DOPO l’esposizione a una mia opera, in un “habitat” nemmeno troppo consono alla cosa, un vernissage, ma anche per questo interessante.

Così sia

La TV – television / tell a vision – trasmette immagini, pilota e divulga globalmente 1 visione della realtà. Il quotidiano credere e confidare collettivo convalida la versione mediatica, accrescendo l’effetto grazie all’energia immessa nel proprio voler giudicare. Il quid energetico, pur gravando sulla storia dei singoli individui, mantiene la sua contaminazione nell’inconscio collettivo, quale anima dell’umanità.
Le Profezie del Divenire sono operazioni tra le righe dell’apparenza, nel senso che trasfigurano la percezione sensoriale con lo scopo di neutralizzare il pathos sociale – cagione di ulteriore malessere – per collassare una probabilità super partes: valevole oltre le logiche e le ragioni umane. Ritenere le Profezie del Divenire opere d’arte è riduttivo rispetto al servizio che l’artista intende offrire.

Amsterdam Light Festival 2016

Avrò a cuore il tuo giardino è l’opera ideata da Mya Lurgo e Luciano Maciotta per l’Amsterdam Light Festival, edizione 2016. I contenuti dell’opera – una mano aperta come un’oasi galleggiante, luci intermittenti come lucciole, dita protese in fasci luminosi dispiegati come rami, linee del cuore accese e occhi svegli sono omaggio allo Spirito della Terra, della cui Natura e bellezza tutti dovremmo avere rispettosa cura. Il giardino è il nostro pianeta. Nessuno ha da inquinare, nemmeno l’artista. Come ospiti graditi occorre attenzione al nostro passo/passaggio, affinché sia innocuo, in armonia ed equilibrio con ciò che ci precede da tempo immemorabile. Essere EcoLogici non significa nulla. Non è questione di logica, ma di cuore: avere un cuore per avere a cuore”Ancora oggi, imparare l’umanità è tutto, magari meditando come nei noti giardini zen “Karesansui”: simbolo minimalista dell’essenziale coltivazione dell’anima… in memoria dell’Eden?

List í Ljósi Festival 2016

The slides are light operA(c)tions: floating configurations that tell the becoming of matter before it is inFormed and destined to conscious and unconscious human will. In the whole the slides have their focus on the subatomic loom – Existence agglomerated in the space variant – in the moment of its potential creation, ready to become manifested. An oily and dynamic liquid in between of two glued glass spheres (like slides). Diameter of 7 cm. The glass surface is painted with special colors and glues. Also there might be small bead that help the ending of the “fixed” work.

Out of the Blue

Vent’anni di ricerca artistica e spirituale: Out of the Blue. L’immateriale di Yves Klein incontra l’acentrismo. 
La Mya prima antologica 🙂

Global melt between the lines

Il video progetto Global melt between the lines #ClimateRemoteControll pone focus sul perduto ritmo delle stagioni: periodi entro i quali l’uomo ha da sempre scandito tempo, abitudini, attività ed evoluzione. Il clima determina il benessere e il malessere di una nazione, ma l’interpolazione climatica può deviare questo destino e non esita a imporre la propria frequenza.
Le conseguenze di tale interferenza non sono pubblicizzate, bensì con-fuse tra le righe, a dispetto di un’umanità incapace d’immaginare l’azione di un fenomeno così possente da alterare l’armonia, l’ordine, la norma e la logica della Natura, già mortificata dall’animale-uomo. Qualcuno, dietro le quinte di una politica senza democrazia, si è assunto l’onere di decidere come, dove e quando oscurare il Sole, sfidandone l’intrinseca forza della vita per interessi sconosciuti alla moltitudine, ciò nonostante, il Cielo non si macchia con le nuvole e i figli della luce brillano di sole interiore: la fusione è compiuta.

E.X.P.O: Emanciparsi X Pranica Opportunità

Un’occasione per esaltare la propria essenzialità e individuare le dinamiche che l’astensione da cibo comporta. Non una dieta, bensì un sacro ufficio: una scelta consapevole per riconoscere ed evolvere i propri appetiti. Questo progetto immateriale, controcorrente rispetto la filosofia fast food McDonald – sponsor di Expo – desidera ridurre l’assuefazione da cibo: calamità come la carestia. Il prana, conosciuto anche come Ki o pneuma, è il vigore e la vitalità che traiamo dall’aria e dalla luce solare tramite la respirazione.
I cibi indispensabili al mantenimento della sana e robusta costituzione sono ricchi di prana, hanno vibrazioni superiori ai 6500 Amstrong, come indicato dal ricercatore francese ing. André Simoneton (André Simoneton, Radiations des Aliments, Le Courrier de Livres, Paris). Il “nostro pane quotidiano” è l’apporto pranico assorbito dall’organismo, non certamente alimenti OGM o cibi-spazzatura alterati da bolliture, fritture e micro onde-cotture.

Mya Lurgo

acentricatelier
via Ur Stradón 11
CH–6994 Aranno, Svizzera
myalurgo@gmail.com
+41 79 626 70 38