ARTE
DELLO
SPIRITO

Episodio due: si vede a occhi chiusi
“Nell’ARTE DELLO SPIRITO la creazione è protagonista: l’artista è quel canale che gioisce quando il Sé lo anima, lo assorbe, lo vive”
“Il pensare inibisce l’essere. L’essere è un traboccare perenne. Il pensiero compiuto è già vecchio rispetto alla vitalità dell’essere.
Quando sei fluisci libera_mente senza ostacolarti nella forma delle parole, nei significati, nelle locuzioni. L’essere è materia viva.
Il pensiero è cosa filtrata, interpretata. L’essere è guizzo intuitivo, senza sforzo cerebrale; l’essere è senza circoscrizioni, è un respiro, una fragranza senza nome.
Il pensiero è lento, l’essere è oltre la luce il tempo e lo spazio. ‘Penso dunque non sono’, ‘non penso quindi sono’. Chi è nello stato dell’essere è ricettivo come un vaso senza fondo perché l’essere non è contenibile nella grammatica; l’essere è la sintesi, la morale, la risata; l’essere è già lì, non ha bisogno di svilupparsi nel pensiero, il pensiero è cosa morta rispetto all’essere ma nel mondo delle forme, l’inFormazione dell’essere non basta, serve la struttura, ma non ci si illuda di imbrigliare in soggetto-verbo complemento il moto stesso della vita. La comunione-comunicazione con il Sé non è pensiero è esserità unanime. Questa è vera condivisione perché non c’è interruzione tra l’io e il Sé, motivo per il quale il dialogo non necessita di essere pensato ma vissuto, incorporato.” (The Golden Book)
Cari amici benvenuti nel secondo podcast dell’ADS. La citazione appena letta è estratta dal Golden Book, una serie di volumi nata nel corso degli anni e contenenti scritture meditative, ossia conversazioni con il Sé, nostro maestro interiore.
Parola chiave di oggi è PREDISPOSIZIONE
Nella nostra quotidianità, così frenetica, occorre pre-disporsi per riuscire a captare, intravedere il substrato essenziale che sottostà al vociare del mondo.
Proviamo a fermarci.
Spostiamo l’attenzione, l’orecchio sul silenzio in cui siamo immersi. Lo percepite?
Mettiamo al primo posto e lasciamo gli altri rumori in sottofondo.
Non sentite quanto è assordante? Eppure raramente lo si percepisce durante il giorno.
Spostarsi nel silenzio durante la giornata ci aiuta e essere presenti e questa presenza, in un certo qual modo, compatta la nostra esistenza. Allinea i veicoli di cui siamo composti.
Le tecniche di introspezione sono tante, per tutti i gusti, ma soprattutto per le persone di buona volontà.
Il nostro stesso intento e la perseveranza premia, inducendo “quel moto interiore che ripristina la connessione con il maestro interno, il reale Io Sono.
L’unica Voce che può davvero comprenderci, guarirci e istruirci.
Il mondo ci chiama all’espressione, alla manifestazione, quale movimento verso l’esterno, un movimento che origina dalla personalità, da chi crediamo ancora di essere.
 
L’ARTE DELLO SPIRITO è un agire dal silenzio. La personalità (corpo fisico-eterico, astrale e mentale concreto) si predispone. 
Fa spazio. Lascia andare gli obiettivi e i bisogni. Reset.
Più ci si apre, ci si dilata, più si può essere penetrati dal silenzio. In quel silenzio, che lentamente si compie in noi, si lascia andare tutto.
Lascia tutto e dallo ai poveri. Povero è chi necessita ancora di rivestirsi.
Il maestro E. Tolle insegna che il silenzio parla.
Ed è così.
Il silenzio guida la mano dell’artista, ne sostiene il cuore e calma la febbricitante tentazione di pensare e voler sempre fare a modo proprio.
Il silenzio distoglie l’attenzione da sé stessi, quale circonferenza egoica ed spesso egoista per permettere all’Essere Reale di agire, senza nome e senza look impegnando tutti i veicoli preposti per l’intervento dello Spirito nella Materia.
L’a-centr-ismo nell’espressione artistica fa opera di pulizia, affinché si possa giungere a intravedere la luce (Fase I, Fase II).
L’ARTE DELLO SPIRITO è azione in purezza, senza personaggi, senza interruzioni di coscienza, senza intermediazioni soggettive dettate dall’insistente personalità.
Chi crea quindi?
La creatività stessa crea, manifestandosi alla mente astratta, intuitivamente, tanto più l’artista si sveste dai propri contenuti, concetti e preconcetti.
Nella sezione esercitazione avete a vostra disposizione una tecnica, già collaudata, ma sempre valevole. Ve la ripropongo con alcune varianti.
Buon divertimento e grazie per la vostra amabile attenzione
Esercitazione nr. 2 | A occhi chiusi, si vede meglio
Istruzioni
  • Prendiamo un foglio, sufficientemente ampio da non costringerci a operare in maniera scomoda e stringata.
  • Rilassare il corpo e il respiro. A ogni respiro il corpo si dilata. Non ci sono obiettivi a intralciare la visione interiore.
  • Attendere che l’occhio si adatti all’ambiente “interno”. 
  • Potete tenere gli occhi chiusi oppure bendarvi; portate l’attenzione al “suono del silenzio” e continuate a sciogliere le tensioni: collo, palato, dita… siate morbidi, flessibili… come canne di bamboo in balia del vento.
  • Lasciate che la mano si muova leggera sul foglio. La vostra attenzione è fissa sullo schermo mentale. Guardate in lontananza, osservate i bagliori interiori, i colori, le atmosfere senza pensare e, simultaneamente, tracciate sulla carta ciò che vedete senza aprire o interpretare.
  • Essere spontanei, fluidi e immediati è lo scopo di questa esercitazione.
  • L’esercitazione finisce ogni qualvolta si perde il contatto con la visione interiore. A quel punto, un altro foglio vi aspetta.
  • Al decimo disegno vi accorgerete di poter stare connessi alla visione interiore sempre più tempo e nuovi scenari si apriranno. È solo pratica, è solo Luce.

Appofondimenti:

Chiunque desideri inviare le proprie Tavole Illuminotecniche, ispirate al di-segno dell’esercitazione 1, questo sito è lieto di dare visibilità con relativa didascalia (vostro nome, titolo, anno).
Il progetto non ha scadenza.

Mya Lurgo

acentricatelier
via Ur Stradon 11, CH–6994 Aranno (Svizzera)
Mail. myalurgo@gmail.com
Mob. +41 79 626 70 38