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Video

Arte acentrica: fase IV

Mya Lurgo, Microcosm Inside

Microcosm Inside, Serie Out of the Blue_APOCALYPSE: I Sigilli, 2018
Regia Mya Lurgo
Video Editing Milly Miljkovic e Alessia Ballabio
Sound Maqs Rossi

“Guarda! Siamo un microcosmo! I Sigilli potenziano le ghiandole endocrine. La colonna sorregge il toroide. Il cuore sboccia nella risonanza del Cielo e della Terra. L’Energia Vitale scorre, sconfinata senza più io e mio. La nota SIIIIIIIIIIIIIIIIII accompagna la volontà sino alla soglia e l’occhio di coscienza… in pace, riconosce”

Mya Lurgo, Il cuore della terra

“Come in alto così in basso”: nel nucleo terrestre il Cielo riflette la sua massima intensità, dalla quale emerge una spinta propulsiva e vivficante – Vertical Blue – per tutte le creature.

Mya Lurgo, Il fuoco nel cuore del vuoto

“Io sono certo che nel cuore dell’uomo come nel cuore del vuoto ci sono fuochi che ardono” “All’inizio non c’è niente, poi un niente profondo, poi una profondità blu” Yves Klein il pittore dell’infinito.

Mya Lurgo, Soap Opera

“L’Occhio di Coscienza anima e salvaguarda biografie di bolle a orologeria, commosse dal mumble-muble del divenire, finché la Vita ritorna a Se Stessa, come pre-visto”

Mya Lurgo e Matteo Emery, In statu nascenti

In statu Nascenti nasce dalla fusione del video Flusso (2008) di Matteo Emery, e del video Soap Opera (2012) di Mya Lurgo: una fusione che genera quel tutto(-uno) che vale più della somma delle singole parti. La scelta del titolo fa riferimento alla fase di momentanea libertà in cui viene a trovarsi l’atomo durante una reazione chimica. A proposito di Flusso, Simona Ostinelli scrive: “In principio è il buio, poi s’intravvede un nucleo, una cellula, un flusso di sangue, il fuoco distruttore e il ritorno all’elemento sferico. L’immagine, al contempo sinistra e poetica, è in continuo movimento; prevale un senso atmosferico che avvolge tutti i passaggi, non c’è un inizio e neppure una fine poiché è impossibile fermare il flusso. L’idea di Matteo Emery è quella di dare un senso al succedersi delle cose: vita e morte in primis, viste attraverso la nascita, la morte e la rinascita della cellula”. Il succedersi delle cose, lo stato nascente, il divenire è trait-d’union dei due artisti.

Mya Lurgo, Alchimia in opera

Filmato tecnico dell’amalgama chimica del “Vetrino fisso” in fase di progressiva cristallizzazione

Mya Lurgo, Come questo (A)mare

L’opera si sviluppa su uno sfondo preciso: la luce del faro nella fase “Luce Fissa”, simbolo di Presenza senza eclissi, senza intermittenze, dove la fissità si fa verità tra le righe più o meno diritte dell’esistenza. Verità irremovibilmente salda e proprio per questo garante di cose e persone. La voce dell’artista sussurra la propria litania : “Resta immobile come questo (a)mare…” Un inno all’esistere e al resistere entro i canoni di libero arbitrio preposti dall’esistenza, che non contempla lo straripare da se stessa, perché la Vita non si bypassa, ci tocca ovunque e comunque. Siamo desti_nati a essere, imparandone i pregi tra le pieghe e le piaghe dei nostri vizi. “Resta immobile come questo (a)mare, nonostante il sale non può farci male…” Non si tratta di cieca credenza. Si tratta di affinità. Si tratta di entrare in coesione con la Vita, senza collisione, senza imporre il proprio giogo egoista fatto di ragionevoli, seppur ignoranti eloquenze. “…Resta immobile come questo (a)mare, che avanza lento e impetuoso sale…” Crescita costante/evoluzione/rivoluzione/resurrezione /moto e motto liberatorio ed espansivo: “Eli, Eli, lama azobothami / Dio mio, Dio mio, come mi hai glorificato!” e non “Eli, Eli, lama sabactàni / Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” “Resta immobile come questo (a)mare…” 

Mya Lurgo, Global melt between the lines

#ClimateRemoteControll pone focus sul perduto ritmo delle stagioni: periodi entro i quali l’uomo ha da sempre scandito tempo, abitudini, attività ed evoluzione. Il clima determina il benessere e il malessere di una nazione, ma l’interpolazione climatica può deviare questo destino e non esita a imporre la propria frequenza. Le conseguenze di tale interferenza non sono pubblicizzate, bensì con-fuse tra le righe, a dispetto di un’umanità incapace d’immaginare l’azione di un fenomeno così possente da alterare l’armonia, l’ordine, la norma e la logica della Natura, già mortificata dall’animale-uomo. Qualcuno, dietro le quinte di una politica senza democrazia, si è assunto l’onere di decidere come, dove e quando oscurare il Sole (simbolo cristico), sfidandone l’intrinseca forza della vita per interessi sconosciuti alla moltitudine, ciò nonostante, il Cielo non si macchia con le nuvole e i figli della luce brillano di sole interiore. 

Mya Lurgo, Come questo (A)mare

Out of the Blue_BLOOMING: Io (A)scendo qui, la Fioritura del Cuore di Loto (2014), nasce da un autoscatto del corpo di Mya Lurgo investito dalla luce di un Vetrino. Tale fotografia, ulteriormente elaborata in digitale, è attraversata da una “transizione-video” (18 secondi), generante un anello che si fa bolla sino a scoppiare in un lampo bianchissimo, per poi acquietarsi in una nera vacuità (18 secondi). L’opera si sviluppa quale sinergia tra i concetti antroposofici relativi al Corpo di Resurrezione e i miti induisti rievocanti la Respirazione della Vita, nei quali si afferma come alla nascita, con il primo respiro, l’essere umano si sincronizza con i cicli cosmici, compiendo in media 18 respiri al minuto, pari a 25’920 respiri nelle 24 ore; questo stesso numero rievoca gli anni necessari al sole per percorrere tutto lo spazio dello zodiaco e ritornare nel medesimo punto, il giorno dell’equinozio di primavera; 25.920 anni rappresentano un anno cosmico, così come 25.920 respiri costituiscono un giorno di vita umana.

Mya Lurgo, Quando vidi il fiore

Quando vidi il Fiore (2014), il video è compone di un’immagine digitale fissa – l’essenza del fiore – sulla quale sboccia il quotidiano divenire, come un susseguirsi ininterrotto di fioriture. Proprio questo continuum trasforma un fiore qualsiasi, così fragile nella sua presenza, nel Fiore Ideale, archetipo di tutti i fiori, capace di essere Natura e non più soltanto singola espressione di se stesso. Lo sbocciare ininterrotto rievoca il ciclo della vita, il samsara: l’incarnazione e la reincarnazione sino alla fioritura/resurrezione finale, degno epilogo di ogni evoluzione/rivoluzione…

Mya Lurgo, R.E.T.E: rievocazione eterno tessuto eterico

R.E.T.E: rievocazione eterno tessuto etereo nasce nel 2009 in occasione della mostra E®go Iperbolico, curata da Luciano Ghersi, dove il tema centrale verteva sul tessuto utilizzato quale espediente simbolico per intraprendere un viaggio nell’habitat sociale, culturale e spirituale in cui l’uomo è, appunto, intessuto. Nel video vi sono immagini digitali integrate a sequenze filmate in cui si vedono mani che lavorano all’uncinetto fili d’erba e sprazzi d’arcobaleno. L’immagine evoca l’extra-ordinario, lavoro alchemico necessario a creare la luce a partire dalla materia. Tale alchimia simboleggia l’Arcano A.Z.F ovvero la trasmutazione del materiale spermatico (maschile e femminile) in luce/energia anziché in eiaculazione/orgasmo.

Mya Lurgo

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