14.09.2016 | mOrto e risOrto dall’Orto dell’abOrto


LA RICERCA E LE OPERE IN CORSO

Mya Lurgo, REWIND ritorno al Mittente, ecografia elaborata digitalmente, stampa su metacrilato, 100×100 cm, 2010

L’opera REWIND, ritorno al Mittente è l’elaborazione digitale di un’ecografia dove, di norma, è visibile un essere concepito per raggiungere il pianeta Terra, qui invece vi è ritorno e ricapitolazione di un’intera vita, sino alle impressioni ricevute nel grembo materno. Imprinting che inconsciamente ha segnato le coordinate esistenziali. Viversi è evolvere questo primo di-segno. Onorare il padre e la madre è superare lo schema di questo legame che lega, fintanto che non accettiamo la sfida del nostro corredo di nascita e offriamo al mondo la nostra espressione incondizionata: l’io sono, dal quale può prendere vita l’identità slegata dai condizionamenti ricevuti. Onorare il padre e la madre è un’operazione profonda e risanatrice delle forze maschili e femminili opposte in noi. L’ascensione verticale, questo ritornare idealmente al cielo, è l’istante in cui ogni singola esperienza di vita si consegna alla Vita Stessa: sintesi, religione nel senso di relegare, riunire, natura.
Questa serie di lavori, tuttora in elaborazione, è dedicata ai figli non abortiti, quelli la cui nascita è stata però oggetto di discussione, dubbio, ripensamenti e paure. Vite sopravvissute al disagio del grembo materno. Anime giunte in anticipo e inattese. Vite in SOSpeso confinate in un ambiente intrauterino stressante, minaccioso e saturo di dolore, angoscia, tristezza, paura, sensi di colpa. Anime “borderline”, di confine, pronte a rientrare alla base… REWIND, ritorno al Mittente. Anime (quasi) vittime del diritto all’emancipazione femminile, che pur riuscendo a venire al mondo covano in sé, nel proprio divenire, coordinate esistenziali disagiate, sviluppando un modus vivendi extra-ordinario, il disturbo borderline di personalità:

“Condizione che genera un significativo livello d’instabilità emotiva, depressione, apatia-onnipotenza, caratterizzata da un’immagine distorta di sé, sensazioni di inutilità e idea di essere fondamentalmente difettati. Il ‘border’ oscilla rapidamente tra intensi stati di rabbia, furia, dolore, vergogna, panico, terrore e un sentimento cronico di vuoto e solitudine. Si tratta d’individui che si differenziano dagli altri sia per un’elevata impulsività e reattività umorale, sia per atti autolesivi: tentativi di suicidio, mutilazioni, abuso di sostanze, gioco d’azzardo, disturbi alimentari, guida spericolata, promiscuità sessuale, spese compulsive. Un’intollerabile condizione di dolore e urgenza li anima, altresì come il panico da abbandono e la necessità di mettere distanza, fisica e mentale, per non sentirsi contaminati o resi succubi dall’influenza altrui o annientati (ridotti a niente, come vuoti a perdere)”

Questa ricerca ha avuto inizio meditando sul tema “onora il padre e la madre” non per imposizione religiosa, bensì per sincera propensione purtroppo non sempre gratuita e spontanea, se non quando è possibile accettare l’utilità intrinseca dell’imprinting. Questo ha portato a riconoscere l’esistenza di un corredo natale mosso dalle coordinate esistenziali ricevute dai genitori, il più delle volte inconsapevoli e coinvolti in altrettanti “filtri evolutivi“: una sorta di sfida posta in dote-dotazione per avviare un processo di sviluppo personale, famigliare, sociale, cosmico e far sì che la vita ricevuta possa accrescersi in un ulteriore valore aggiunto. 
Il filtro evolutivo fa esperire e mascherare il disagio di essere un buco senza fondo, senza tappo, senza fondamenta. Un buco con una vita intorno, dove tutto scivola via sino a far collassare relazioni, opportunità di lavoro, successo, guadagni economici, rispettabilità e risorse energetiche. Una voragine mai sazia, mai appagata del tutto, senza requie e senza fine, nella quale è impossibile percepire il tonfo di un qualcosa che possa attecchire ed essere coltivato anziché trascurato, rigettato, rifiutato, aborrito, abortito.

 




Mya Lurgo, T.A.P.P.O, Trattenere Amore Promuove Potenzialità Ovunque, pezzi unici, tecnica mista su gomma, 2016

Il T.A.P.P.O | Trattenere Amore Promuove Potenzialità Ovunque
è un’opera–talismano, dal greco telesmena “cosa consacrata”, ideata con l’intento di rendere concettualmente accessibile il sigillo atto a riconoscere e radicare i presupposti essenziali alla sopravvivenza, nonché alla vita piena. Indossarlo, toccarlo con mano e sentirlo presente esorta alla conoscenza del sé reale – la nostra natura – quello messo da parte per essere (r)accolti, amati, accuditi.

“La vita non è in discussione
i bambini non nati vivono altrove.
Abortire spesso è un rimandare a momenti più favorevoli,
ma il tempo reale è ora, non domani.
L’esperienza di venire al mondo è una scuola per tutti.
I ruoli sono relativi e temporanei.
Le decisioni invece restano.
I rifiuti restano.
La paura resta.
Portiamo con noi ogni no.
Ogni carezza non data.
Ogni legame spezzato.
La vita da l’idea di essere una cosa propria, privata
e come oggetto spesso è trattata ma, in realtà
è una luminosità abbagliante
che solo chi ama può comprendere”
(Mya Lurgo, The Golden Book VI)

“L’essere che sceglie di vivere quest’esperienza dolorosa
di rifiuto, negazione, abbandono, incomprensione
sa che questo detterà tutte le coordinate della propria esistenza.
Fuoriuscire da quest’impasse emozionale non è facile, ma è previsto.
Tu vuoi che ti riassuma la vita “mossa” da questo rifiuto iniziale,
innanzi tutto il rifiuto continua a perpetuarsi attraverso di te sino a compimento: l’aborto di ogni iniziativa.
Per te portare a termine ciò che coltivi è un compito arduo,
perché vi è una lotta interiore che affossa ogni positività
e questo fa perdere entusiasmo e l’entusiasmo è il carburante della vita.
Ti senti su questo pianeta come un ospite sgradito
e se non ti ama chi ti ha concepito
come potrà esserci fiducia nel resto del mondo?
Questa sfiducia intrinseca ti fa scegliere persone che possono confermare
quanto questo vivere sia ingiusto e quanto tu sia inadatto.
Solo tu puoi comprendere che questo schema è un filtro evolutivo superabile.
Ti chiedi cosa va cercando la tua anima attraverso questo filtro?
Apprendere. Apprendere a vivere liberamente.
Senza questo rifiuto e misconoscimento
non potresti diventare ciò che vuoi essere
saresti solo una continuità
invece così puoi creare te stesso e iniziare il cammino dei creatori.
La tua identità è un foglio bianco
puoi essere ciò che vuoi perché nessun condizionamento ti lega.
Vivere liberamente è una grazia che si può conseguire solo dopo tante vite.
È una grazia che implica uno sforzo perché non puoi copiare da nessuno e hai la responsabilità di creare un mondo
nuovo con il tuo modello.
Questo significa essere creatori.
L’evoluzione per procedere e aver luogo deve albergare nel cuore dei pionieri.
Portare un nuovo modello nel mondo significa aver colmato una lacuna
(riempire il vuoto)
per costruirci sopra qualcosa che prima non aveva modo di stare in piedi,
di esistere per mancanza d’appoggio.
In questo vuoto puoi mettere l’emozione necessaria al nuovo modello esistenziale.
L’estasi è l’emozione necessaria.
L’annullamento di sé nel Sé.
La Luce che ingloba riveste interamente ciò che credi di essere
e alla fine resta solo Luce.
Questa è la soluzione a ogni vuoto esistenziale
perché dove arriva la Luce nessun’ombra può più illudere”
(Mya Lurgo, The Golden Book V)


Mya Lurgo, T.A.P.P.O,
Trattenere Amore Promuove Potenzialità Ovunque, pezzi unici, tecnica mista su gomma, 2016

 



Orto dell’aborto
Un ulteriore studio mi portato ad ampliare ulteriormente il tema “borderline” grazie ai testi qui sotto dai quali ho estrapolato delle parti salienti per condividere pubblicamente “il discorso”.
Raccogliere queste informazioni e abbinarle alla pratica introspettiva, mia Verticale di riferimento, mi ha portato a bozzare dei nuovi lavori che entreranno a far parte della serie Out of the Blue_BLOOMING, non tanto sul disagio di essere al confine, ma sulle potenzialità “di sconfinamento e fioritura/affermazione” che questo dolore “offre” a chi ha registrato nel proprio essere l’esaurimento per eventualità di aborto.
Questo “stress” non è un danno fine a se stesso, gratuito e privo di significato, bensì leva primaria da coltivare come un orto… per liberare un’espressione di sé senza precedenti: un nuovo modello evolutivo. Ogni definizione di sé limita, “finisce e sfinisce”, circoscrive e delimita il range di possibilità a nostro favore. Restare senza definizioni, ACENTRICI, è libertà e angoscia esistenziale perché le infinite possibilità di espressione paralizzano (come nel film “La leggenda del pianista sull’oceano” immobile per ore su una scaletta aperta al mondo, là fuori…).

Vero è che coltivare il non-attaccamento alla definizione di sé, porta all’espressione di un modello esistenziale senza circonferenze.
Un modello nuovo per questo pianeta “a terra”, ma necessario per non essere più con-vinti e sottomessi, bensì allineati e riconnessi al Potere della Vita che ci anima prima della nascita e dopo. Questo modello corrisponde agli “adulti indaco” (www.formazioneindaco.it/gli-adulti-indaco)? Possibile. Certo la “letteratura” a riguardo lascia spazio a molti interrogativi…

Dare acqua

Curare e sostenere: la rincalzatura
far aderire un fusto o un bastone alla pianta per sorreggerla
Scacchiare
togliere il “cacchio”, getto infruttifero che consuma energia senza offrire nulla
Cimare
asportare l’apice vegetativo in cima ai fusti per dare vigore e incanalare la crescita, anziché lo sviluppo indiscriminato e caotico
Sarchiare
liberarsi da erbe infestanti metodicamente e periodicamente
Consociare
mettere insieme solo piante affni, benefiche le une per le altre
Seminare
desiderare e concepire nuova vita con coscienza e respons-abilità

Testo tratto da:
Malattie Borderline. Contributi per lo sviluppo di una psicoterapia antroposofica di Dieter Beck, Henriette Dekkers, Ursula Langerhorst, Editrice Novalis.
“Si tratta quindi di un tipo completamente nuovo di malattie che non sono dovute all’ereditarietà o a un problema del nucleo spirituale che forma il corpo, ma all’individualità stessa che s’inserisce in modo incerto nel corpo. È un tipo di malattia che non si sviluppa principalmente in modo naturale, ma che è condizionata essenzialmente dall’ambiente umano circostante… Quale può essere la missione di queste malattie?… Questi malati combattendo la loro battaglia per la guarigione, non si conquistano in modo tutto speciale il loro essere persone sulla terra? Non conquistano qualcosa che all’umanità sarà data in futuro in modo sempre meno ovvio?”

Disturbo dell’incarnazione nel primo settenio:
“I genitori non percepiscono il neonato, ma se stessi riflessi nel bambino con le loro speranze, tensioni, paure, la loro rabbia; i genitori pensano che il neonato registri solo la cura che essi manifestano esteriormente senza percepire i loro sentimenti e gli stati d’animo nascosti e inconsci (vedi studi di Arno Gruen)… Nella sua completa dipendenza dai genitori, se il neonato viene respinto o gravato dal punto di vista emozionale sviluppa paura, impotenza, disperazione, panico, paura dell’abbandono e terrore. Queste reazioni si manifestano in particolare nel continuo ‘arousal’ cioè una sovraeccitazione del sistema simpatico-adrenergico… dolore e preoccupazione distruggono questo sistema nervoso. Così l’individuo diventa un borderline, un uomo di frontiera tra cielo e terra… con le sue forze il bambino non è in grado di pervadere in modo vitalizzante la corporeità fisica.”

 



Chakra la via del benessere, Cyndy Dale, Ed. Armenia
Il primo chakra fa da fondamento all’esperienza di vita.
Chakra I, anteriore (pag. 120)
Si sviluppa da prima della nascita ai sei mesi. Esercita un influsso sulle convinzioni ereditate, sul retaggio legato al sesso e sulle opinioni riguardanti sicurezza e sopravvivenza. Componente sensibile: è l’origine di sentimenti riguardo a se stessi, alla realtà, al diritto a esistere, nonché sensazioni primarie quali sensi di colpa, terrore, rabbia, gioia e vergogna. Il primo chakra esercita un influsso su tutti i processi che regolano la sopravvivenza. Ha attinenza con l’impegno di vivere, l’accettazione dell’esistenza spirituale e la capacità intuitiva di base dell’individuo, nonché con la fiducia nel prossimo e con la consapevolezza dei bisogni primari individuali. È il nucleo centrale delle problematiche relative al proprio valore. Tutto quanto accade a un individuo o ai suoi genitori durante l’esistenza intrauterina e nei primi istanti successivi alla nascita rimane impresso in maniera indelebile nel primo chakra… tra le tante convinzioni che possono scaturire: ‘il mondo è pericoloso’, ‘non sono degno di vivere’, ‘io non posso vivere’”

Chakra I, posteriore (pag. 143)
“Il retro di questo chakra… contiene tutte le convinzioni e le esperienze concepite e vissute dal soggetto riguardanti il proprio diritto a manifestarsi, creare e prosperare sul piano fisico…una volta risanato, tale centro energetico consente agli individui di ricevere tutte le energie necessarie a realizzare sogni e bisogni fisici, rendendoli consapevoli del fatto di essere modelli fisici dell’espressione della Fonte Divina… tale centro dischiude il soggetto all’abbondanza, alla rispettabilità, alla salute piena, alla fiducia nella propria sacralità… consente all’energia dell’amore universale di irrompere nel soggetto.”

Testo tratto da:
Chakras ruote di vita, Anodea Judith, Ed. Armenia
Chakra I (pp. 63 – 78)
“Ritrovare le basi comporta l’apertura dei chakra inferiori, l’unione con la gravità e la discesa in profondità nel veicolo del corpo. Senza basi… perdiamo la capacità di contenere, di avere o trattenere… Quando perdiamo le basi l’attenzione si allontana dal momento presente e sembriamo ‘non essere più qui’… grazie a queste basi la nostra coscienza può completare la corrente manifestante. È al livello del primo chakra che le idee diventano realtà… Se siamo coinvolti in un costante cambiamento, siamo come una pietra che rotola senza raccogliere un solo filo d’erba. Ci manteniamo ad un livello di sopravvivenza perché costruiamo continuamente nuove fondamenta. Solo attraverso la messa a fuoco e la ripetizione possiamo raggiungere l’abilità in un’area che porta a più ampie manifestazioni di scopi, tanto fisici quanto ideologici. Ma prima di tutto è importante comprendere tutte le ramificazioni della coscienza a livello delle radici, e cioè il nostro diritto di essere qui… di occupare uno spazio, di ricevere ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere… ‘Essere e avere’ questi sono gli equivalenti verbali delle funzioni del primo chakra.”

Testo tratto da:
Il Charkra Radice di Charles Rafael Payeur, Edizioni L’Era dell’Acquario, filosofo, teologo e vescovo della chiesa apostolica del Quebec, il quale in sintesi scrive:
“Il chakra radice, Chakra I – porta sulla realtà materiale – situato alla base della colonna vertebrale, tra l’ano e gli organi genitali, si apre verso il basso ed è legato al processo di radicamento della materia. È il primo centro che forma, con i due centri successivi – sacrale e solare – la triade inferiore, responsabile della costituzione del sé personale (ego); si attiva tra o e 7 anni permettendo che la coscienza si focalizzi sulla dimensione corporea dell’essere, ma se non è sviluppato armoniosamente può originare delle profonde angosce esistenziali.”
(pag. 65) Un mal funzionamento del chakra radice si traduce in una repulsione alla piena integrazione nel mondo (rigetto dell’esistenza). Per il fatto che sente il mondo come una limitazione profondamente debilitante, l’individuo prova una grande insicurezza e una certa vulnerabilità che tenta di controbilanciare creandosi un sistema di valori rigido, intollerante e dogmatico, oppure accumulando molti beni (possessività e materialismo). Sotto questo aspetto non è affatto raro che egli dimostri una forte ostilità di fronte ai cambiamenti, alle trasformazioni o a qualsiasi genere di evoluzione, vivendole come altrettanti attacchi alla sua perennità. Il chakra radice comporta quindi una cristallizzazione in una cornice ben precisa. Più specificatamente, piuttosto che accettare il piano materiale e le sue contingenze, che disistima e teme profondamente, l’individuo preferisce fuggire la realtà oppure opporvisi violentemente. Nel primo caso ne deriva un carattere instabile, distaccato dalla realtà e totalmente inadatto alla vita quotidiana; poiché non si sente implicato negli affari di ordine materiale, l’individuo adotta un atteggiamento che lascia correre, irresponsabile e negligente; non si prende mai autenticamente cura di gestire in modo serio ciò di cui è responsabile. Nel secondo caso, l’individuo tende a esteriorizzarsi sempre di più, credendo così di dominare la materia e di imporle la sua volontà, poiché cerca di sfruttare la materia in maniera smodata, egli cade rapidamente in un materialismo che privilegia la quantità a discapito della qualità (cupidigia e bulimia) trasferendo questo atteggiamento di fronte a se stesso e agli altri, egli può talvolta rivelare una grande durezza e una certa aggressività (facilità alla collera e alla violenza). D’altra parte, un malfunzionamento del chakra radice conduce l’individuo a voler ignorare le potenzialità nascoste nella sua dimensione corporale… in questo caso ci sarà molto spesso un comportamento pesante e maldestro, che limita la persona nel suo potere di agire, di intraprendere e di costruire… L’uomo può persino arrivare a rifiutare completamente il proprio corpo, adottando un comportamento anoressico. Ne risulterà molto spesso un atteggiamento triste, arcigno, chiuso, depresso, instabile e poco entusiasta, mentre l’individuo spera che ogni giorno porti una vita più facile o diversa da quella che è (tendenze suicide). Sentendosi limitato a livello delle sue risorse, nei cui confronti coltiva una profonda diffidenza, egli tenderà infine a convincersi che è esaurito e che è sempre già vinto, qualsiasi cosa intraprenda. Alla luce di quanto precede, appare chiaro che il principale atteggiamento da sviluppare in relazione al chakra radice è quello di sentirsi a casa nel proprio corpo e perfettamente a proprio agio nel mondo materiale… Nel sistema endocrino il chakra radice corrisponde alle ghiandole surrenali (pag. 69) nel caso di un iper-funzionamento delle surrenali il soggetto talvolta tenderà a sfruttare in modo eccessivo le risorse del suo organismo, con il rischio di esporsi al massimo esaurimento. Questa tendenza a prodigarsi senza riguardi e senza saper rispettare i propri limiti può persino degenerare in una vera e propria durezza nei confronti di se stessi come anche degli altri. Al contrario un ipo-funzionamento delle surrenali è caratterizzato principalmente da una debolezza cronica e da una grande affaticabilità… passività e immobilismo; questi sintomi non possono non farci pensare a un rifiuto di partecipare in modo attivo alla vita.”


Mya Lurgo, Chakra I Radice e Radicamento, tempera su cartoncino, 2016


In Conclusione:

“Conosci te stesso” resta l’input primario per abbracciare il nostro vissuto e quello famigliare/genealogico con tutti i v(u)oti: voti e vuoti da coltivare. I voti prenatali e infantili sono tuttora attuali e limitanti nell’adulto che non ha avuto modo di legittimare l’espressione della propria totalità e singolarità. “Tagliare il cordone ombelicale” significa onorare il padre e la madre per potersi affrancare con fiducia a un Padre/Madre Cosmico, interpretato a immagine e somiglianza dei genitori. “Tagliare il cordone ombelicale” significa anche liberare i genitori dal bisogno bambinesco di essere compresi, visti, amati secondo direttive più o meno razionali…, ma anche renderli liberi dalla nostra fanciullesca necessità di vederli felici (secondo i nostri parametri…) per essere di riflesso felici noi stessi o addirittura, renderli felici tramite quello che possiamo diventare per loro, sacrificando l’unica cosa che un figlio può offrire “la propria vita/vitalità/espressione”, con l’illusione reciproca di poter essere i redentori della loro esistenza.
Questa ricerca non vuole essere un “trattato terapeutico o altro”. È il mio personale punto di partenza sul tema, per poter creare opere che siano in grado di offrire più anima. Grande ambizione, mi rendo conto ma non mi sottraggo. Essere genitori oggi, come ieri, è un servizio a un altro essere che si affaccia all’esperienza terrena, non un diritto e non un dovere alla fertilità per rimpolpare i bisogni della patria o dell’ego. Auspico che ciò che chiamiamo evoluzione (diritto all’aborto, all’inseminazione, all’utero in affitto…) lo sia davvero, perché l’anima in arrivo, assumendosi l’onere di convivere con coordinate esistenziali extra-ordinarie, creerà per questo pianeta nuovi modelli e modus operandi di sopravvivenza e/o piena espressione di sé che determineranno la sorte dell’umanità.

INSIDE | LIGHT
File Audio Meditart
Out of the Blue_NETWORK: mOrto e risOrto dall’Orto dell’abOrto
Meditazione guidata a cura di Mya Lurgo
Durata: 08:15
Musica: Meditation li Seamless
Compositore: Jordan Jessep
RDA Studio di Andrea Romano
24.8.2016 Sanremo
Link guidato alla meditazione: vimeo.com/180176440

Altri testi di riferimento che evidenzio, ringraziandone gli Autori:
• Risveglio e sviluppo dei centri di forza, 14° e 15° Quaderno di Archeosofia, Tommaso Palamidessi
• Le ghiandole endocrine, Centri Energetico-Spirituali, The Rosicrucina Fellowship, Collana Gruppo Studi Rosacrociani di Padova
• L’arte di coltivare l’orto e se stessi, Adriana Bonavia Giorgetti, Edizione Ponte alle Grazie
• Figli che amano troppo, Alba Sali, Ed. Mediterranee

Qui un video su come si forma il falso senso/centro dell’io: www.youtub7e.com/watch?v=iC6cKJ2_hmQ